L’Archivio on line presentato in questo sito è stato pensato come il contenitore virtuale di una ricca produzione artistica presente in modo capillare su tutto il territorio piemontese. Al fine di sottolineare la vocazione territoriale della ricerca di Mai Visti (che nasce proprio a partire da una mappatura) abbiamo scelto di inserire in HOME PAGE una mappa, che indica la rete dei partner del progetto e la loro dislocazione geografica.

Tali “enti collezionisti” rappresentano quello che potremmo considerare l’ambito di produzione delle opere, di cui in molti casi sono anche i custodi: una lista in ordine alfabetico, con una scheda descrittiva per ognuno, è presente nella pagina ENTI.

Anche la pagina ARTIST/E, dedicata ai singoli autori e alle singole autrici, è strutturata in ordine alfabetico al fine di facilitarne la ricerca: in entrambi i casi, sia dalla pagina degli Enti sia da quella degli Artisti, si può scorrere l’elenco delle opere presenti nei vari enti e realizzate dal singolo artista.

In modo analogo, nella pagina dedicata alle OPERE è presente una panoramica di immagini (visibili in ordine di inserimento, dunque di catalogazione), scorrendo la quale si può continuare nella navigazione, oppure si possono utilizzare i filtri di ricerca sulla sinistra, ordinati per tipologia, artista, materia e tecnica, soggetto e cronologia.

Per esigenze di omogeneità e ordine, abbiamo scelto di rendere visibile una ventina di opere per ogni autore (nonostante la produzione di alcuni superi l’ordine delle centinaia o migliaia) nella consapevolezza dei limiti e delle possibilità insite nella visione on line delle opere. Questa infatti, se da una parte rappresenta uno straordinario e trasversale strumento conoscitivo, dall’altra rischia di dare l’illusione di esaurire l’oggetto della conoscenza in un solo colpo d’occhio o di click. È per questo motivo che invitiamo chi voglia approfondire attraverso la visione diretta e la conoscenza di uno o più autori a contattarci scrivendo agli indirizzi di cui sotto.

Inoltre, nelle singole pagine delle OPERE è possibile conoscerne dettagli e caratteristiche: numero di inventario, titolo, data, materia e tecnica, misure, soggetto e collezione d’appartenenza. Queste informazioni sono strutturate a partire dal modello seguito dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD): per una questione di maggiore accessibilità e fruibilità anche in questo caso abbiamo scelto di rendere visibili solo i dati principali, lasciando off line una serie di informazioni di carattere tecnico destinate agli addetti ai lavori (anche queste disponibili su richiesta).

Sotto ogni opera è presente una breve biografia artistica dell’autore o dell’autrice, che ne mette in luce modus operandi, temi e motivi ricorrenti, caratteri stilistici nonché la preferenza per specifiche tecniche e/o materiali. Questa scelta è stata dettata dalla mancanza, ad oggi, di uno studio critico sulle singole opere, che ci si propone di avviare nelle successive fasi del progetto.

In molti casi, laddove non è stato possibile rilevare un TITOLO ascrivibile con certezza alla volontà dell’artista, abbiamo optato per un “Senza titolo”, che quindi va considerato come attribuito dallo schedatore e non dall’autore.

Per quanto concerne la DATA, quando il periodo inserito supera il triennio, questo indica che è stato attribuito dallo schedatore: l’attribuzione è avvenuta secondo considerazioni di ordine stilistico o di provenienza. Ad esempio, la provenienza dell’opera da un certo ambito di produzione, attestata tramite documenti di vario genere e/o da fonti orali che testimoniano la presenza dell’artista in un arco temporale ben definito, rappresenta dunque un dato utile anche alla sua collocazione temporale.

Il SOGGETTO, sempre attribuito dallo schedatore, consente di raggruppare un determinato numero di opere per attinenza tematica: si è cercato di distinguere un soggetto generico da uno specifico che lo segue, cosa che dà la possibilità di fare ricerca in modo trasversale tra artisti e opere.

Il campo COLLEZIONE (su cui si può cliccare) è riferito al luogo di conservazione e riporta alla singola scheda ente: laddove il luogo di produzione risulti diverso dal luogo di conservazione appare il campo AMBITO DI PRODUZIONE. In alcuni casi i suddetti campi sono seguiti da quelli relativi alle MOSTRE e/o alla BIBLIOGRAFIA riferibile alle singole opere.

I criteri di selezione e la scelta degli artisti e delle opere da schedare sono definiti congiuntamente con il comitato scientifico del progetto e in particolare sotto la supervisione di Bianca Tosatti, storica dell’arte ed esperta di arte irregolare, per la cui definizione si rinvia alla pagina PROGETTO.

Infine la scelta delle opere non segue criteri di gusto o preferenza per una certa tipologia di opere, ma la loro rispondenza a delle tendenze riconoscibili nell’ambito dello studio critico dell’arte irregolare.

La schedatura è stata realizzata da: Annalisa Pellino, Beatrice Zanelli, Elisa Campanella, Erika Cristina.
Le schede delle opere del MAET sono state compilate da: Gianluigi Mangiapane e Giulia Fassio.

Per richieste di diritti di riproduzione delle immagini e per documentazione a fini di studio e ricerca, contattare: maivisti@formeinbilico.com.


The database displayed in this site has been conceived as the on-line resource of a rich artistic production widespread throughout the Piedmont. In order to highlight the territorial nature of the Mai Visti research (which arise precisely from a mapping work) we chose to include in the HOME PAGE a map showing the partners’ network and their localization in the region.

These “collecting institutions” were considered as the production context for the selected artworks, of which in many cases they are also the keepers: in the page INSTITUTIONS there is a list in alphabetical order, with a description form for each one.

The page ARTISTS, dedicated to the authors, is also organized in alphabetical order to simplify the search: in both cases you can scroll through the list of works kept in different institutions or produced by an artist.

Similarly in the page ARTWORKS there is an overview of images (which are visible displayed in order of insertion, that is in order of cataloguing): to keep exploring the artworks you can scroll it or, as an alternative, you can use the filters on the left, which are sorted by typology, artist, medium, subject and chronology.

Due to uniformity and order requirements, we chose to make disclose about twenty works for each author, even if the production of some of them exceeds the order of hundreds or thousands and being aware of the limitations and opportunities of an online view. This is indeed, on one hand, an extraordinary and horizontal transversal instrument tool for of knowledge, but, on the other hand, it risks to give the illusion of a complete knowledge in a single glance or click. That is why we invite those who want to deepen the direct vision and knowledge of one or more artists by taking a direct look at their works to contact us at the above addresses.

In addition, in the single WORKS’ pages you can see theirs details and features: inventory number, title, date, medium, dimensions, subject and collection. These data are structured on a model provided by the Central Institute for Cataloguing and Documentation (ICCD): for reasons of an easier access we have chosen to display only the main data, leaving off-line a set of technical informations (which also are available for professionals requests).

Under each artwork there is a short artistic biography, which highlights for every artist modus operandi and recurring themes, stylistic features and their preference for some technique or medium. This choice was motivated by the lack of a critical study on the work, that we aim to start in the next stages of this project.

In many cases, where it was not possible to identify a TITLE given by the artist, we opted for an “Untitled” label, which must be therefore considered as assigned by the cataloguer and not by the author.

As regards the DATE, when the period indicated exceeds the three years time it also have been attributed by the cataloguer, starting by some considerations based on style or context. For example, the fact that one artwork has been conceived in a certain context, attested by documents or by oral sources which testifies the artist’s presence in a well defined time frame, represents a useful information to date the work.

The SUBJECT, again attributed by the cataloguer, allows together a number of works by their thematic affinity: a generic subject is distinguished by a specific one, which allows to browse in a transversal way among artists and works.

The field COLLECTION refers to the storage place and brings back to single institution pages: when the context of production is different from the storage place, then appears the field FIELD OF PRODUCTION. In some cases these fields are followed by those related to EXHIBITIONS and/or BIBLIOGRAPHY, which refers to single works.

The criteria used to select and catalogue artists and artworks have been jointly defined with the project’s Scientific Committee, in particular under the monitoring of Bianca Tosatti, art historian and expert in the field of outsider art (for the definition of which please refer to the /outsider art has been defined on the PROJECT page).

Furthermore, the selection does not follow criteria based on taste or personal preferences, but their belonging to artistic trends identified by the critical investigation into outsider art.

The cataloguing was edited by: Annalisa Pellino, Beatrice Zanelli, Elisa Campanella, Erika Cristina.
The cataloguing of the Museum of Anthropology and Ethnography collections of the University of Turin was edited by: Gianluigi Mangiapane and Giulia Fassio.

For reproduction rights and other requests for documentation, please contact maivisti@formeinbilico.com.